My friend Kalil’s second chance

The young Arianna tells us about the second chance offered to her friend Kalil. He fled the war in Libya and was welcomed by an Italian family who found him one day, starving and in distress. The story addresses the initial distrust and fear of the child, who struggles to feel completely safe even in the new country.

 

‚ÄėMy new life was different, nothing was like in my world, I didn’t have to run away, hide and in fear of bombs, I didn’t see guns, blood, people were quiet. The food was different from mine, the lady prepared it slowly and it tasted good. I missed my parents, and all the people who were part of my life until a few weeks ago. My new friends were two children who lived in a house in front of Maria’s. Together we played, laughed, ran. We spoke different languages but understood each other perfectly.‚Äô

 

Arianna Marcucci, Scuola Ippolito Nievo

 

‚ÄúWriting with different colours‚ÄĚ- Centro¬†Astalli‚Äôs¬†literary contest

 

Thousands of middle school students from 15 Italian cities participated in the “Scriviamo a colori‚ÄĚ (Writing in different colours) writing contest organized by Centro Astalli – JRS Italy as part of the educational project CHANGE.

 

The expert jury, composed of writers, journalists and representatives of international organisations have chosen the winners from among young students who have written about migration from different perspectives.

 

 

Italian version

La seconda chance del mio amico Kalil

 

 

La giovane Arianna ci racconta della seconda possibilit√† offerta al suo amico Kalil, fuggito dalla guerra in Libia e accolto da una famiglia italiana, che un giorno lo trova affamato e in difficolt√†. La storia racconta anche dell’iniziale diffidenza e delle paure del bambino, che fatica a sentirsi completamente al sicuro anche nel nuovo paese.

 

‚ÄėLa mia nuova vita era diversa, niente era come nel mio mondo, non dovevo scappare,¬† nascondermi e temere le bombe, non vedevo pi√Ļ armi, sangue e la gente era tranquilla. Il cibo era diverso dal mio, la signora lo preparava con calma e sapeva di buono.¬† Mi mancavano i miei genitori, e tutte le persone che fino a qualche settimana prima facevano¬† parte della mia vita. I miei nuovi amici erano due bambini che abitavano in una casa davanti a quella della signora¬† Maria. Insieme giocavamo, ridevamo, correvamo. Parlavamo lingue diverse ma ci capivamo¬† perfettamente.‚Äô

 

Arianna Marcucci, Scuola Ippolito Nievo

 

“Scriviamo a col” – Il concorso letterario del Centro Astalli¬†

 

Migliaia di studenti delle scuole superiori di 15 citt√† italiane hanno partecipato al concorso letterario ‚ÄúScriviamo a colori‚ÄĚ, realizzato dal Centro Astalli, nell’ambito del progetto didattico Finestre – CHANGE.

 

Una giuria di esperti composta da scrittori, giornalisti e rappresentanti di organizzazioni internazionali ha scelto i vincitori, giovani che hanno scritto racconti sulla migrazione da diverse prospettive.